Il solstizio (dal latino solstitium, composto da sol-, "Sole" e -sistere, "fermarsi") è, in astronomia, il momento in cui il sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l'eclittica, il punto di declinazione massima o minima. Questo significa che i solstizi di estate e di inverno rappresentano rispettivamente il giorno più lungo e più corto dell'anno.

Nel corso di un anno il solstizio ricorre due volte: il Sole raggiunge il valore massimo di declinazione positiva nel mese di giugno (segnando l'inizio dell'estate boreale e dell'inverno australe) e negativa in dicembre (marcando l'inizio dell'inverno boreale e dell'estate australe).

Il solstizio ritarda ogni anno di circa 6 ore rispetto all'anno precedente[4] (più precisamente 5h 48min 46s) e si riallinea forzosamente ogni quattro anni in corrispondenza dell'anno bisestile, introdotto proprio per evitare la progressiva divergenza delle stagioni con il calendario. A causa di tali variazioni può capitare che i solstizi cadano il 20 o il 21 giugno oppure il 21 o il 22 dicembre.



Quella del solstizio d’estate è una ricorrenza da sempre molto sentita, celebrata sin dalle primissime civiltà umane. In linea generale, si tende a ritenere che il fenomeno astronomico, determinando la giornata più lunga e soleggiata dell’anno, rappresentasse per i popoli antichi l’avvio di un periodo di fertilità, benessere e ricchezza.

 Durante l’estate, non a caso, la vegetazione è naturalmente abbondante e i raccolti raggiungono il loro picco massimo. Allo stesso tempo, però, sembra che l’evento fosse legato anche al culto del Sole quale simbolo divino, una caratteristica spirituale diffusa in gran parte dei popoli che hanno determinato la storia dell’umanità.

Per gli Inca, ad esempio, il Sole rappresentava la divinità Inti, sovrana della Terra. Famosi per le loro attente osservazioni astronomiche, gli Inca avevano elaborato un complesso sistema di torri – chiamate Mojones – per stabilire con relativa certezza l’arrivo di solstizi ed equinozi: alcune sono giunte fino ai giorni nostri, come nei pressi di Cuzco oppure con il luogo sagro del Torreon a Macchu Picchu. Anche iMaya conferivano estrema importanza al Sole, considerato fonte di vita ed essenziale per le attività umane, e il loro famoso e precisissimo calendario ha incluso, oltre all’osservazione degli astri celesti, proprio solstizi ed equinozi. Per gliAztechi, invece, la stella al centro della Via Lattea rappresentava un guerriero, pronto a morire ogni sera per risorgere al mattino, da alimentare con celebrazioni e sacrifici. Durante il solstizio estivo, data la più generosa permanenza in cielo, pare si tenessero grandi feste religiose.


Il solstizio d’inverno, ovvero il momento astronomico nel corso del moto annuale di rivoluzione della Terra in cui facciamo iniziare la stagione invernale, è avvenuto questa mattina. I due solstizi – come gli equinozi che avviano primavera e autunno – non cadono sempre lo stesso giorno, perché corrispondono 

a un fenomeno astronomico ben preciso, che prescinde dai nostri calendari: si aggirano generalmente tra il 20 e il 23 del primo mese della stagione (settembre per l’autunno, dicembre per l’inverno e così via). Il momento esatto in cui c’è stato il solstizio d’inverno oggi sono state le 11 e 44 del mattino in Italia.

Come detto il solstizio di inverno corrisponde ad un fenomeno astronomico ben preciso, è il momento in cui l’asse della Terra è il più inclinato possibile rispetto al piano dell’eclittica: l’asse è una linea immaginaria che collega il Polo Nord al Polo Sud, la Terra ruota su stessa e l’asse può essere più o meno inclinato. L’inclinazione dell’asse durante il solstizio di inverno è di 23,5 gradi  In realtà i momenti di massima inclinazione sono due, il solstizio di inverno e quello d’estate. Il solstizio d’inverno – per noi che viviamo nell’emisfero nord del pianeta – è il momento in cui il Polo Nord è il più distante possibile dal Sole quindi (in relazione al suo asse, non in assoluto); il solstizio d’estate è quello in cui è più vicino (per chi si trova nell’emisfero Sud il fenomeno è identico ma a giorni invertiti).

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