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17 aprile 2020

speriamo in qualcosa di buono quanto prima


Aprile è il quarto mese dell'anno in base al calendario gregoriano, e il secondo della primavera nell'emisfero boreale, dell'autunno nell'emisfero australe, conta 30 giorni e si colloca nella prima metà di un anno civile.     Secondo alcune interpretazioni, il nome deriva dall'etrusco Apro, a sua volta dal greco Afrodite, dea dell'amore, a cui era dedicato il mese di aprile. Secondo altre teorie, il nome deriva invece dal latino aperire (aprire) per indicare il mese in cui si "schiudono" piante e fiori.

Le traduzioni in inglese, "April" e in francese "Avril", sono usate come nome proprio di persona.

Fin dall'antichità, aprile era visto come il mese della rinascita della natura dopo il lungo letargo invernale, durante il quale la terra presenta le prime preziose fioriture, offrendosi nel contempo nelle condizioni migliori per essere arata e seminata. Non a caso, leggenda vuole che in questo periodo Romolo tracciasse con l'aratro i confini della "città eterna" che prenderà da lui il nome.
Rispetto al mese precedente, il clima si presenta tradizionalmente più mite, con giornate più lunghe ed esposte alla luce solare, ma con un'elevata piovosità. Come suggerisce l'antico proverbio «Quando tuona d'Aprile buon segno per il barile», nella civiltà contadina un aprile abbastanza piovoso significava ottenere un abbondante raccolto.
La volta celeste vive il passaggio dalla distesa di stelle luminose tipiche del cielo invernale, a un panorama stellato meno luminoso e orfano della scia della Via Lattea. In questa fase la stella Sirio, protagonista del periodo invernale, lascia gradualmente il posto a Vega, l'astro più luminoso del cielo estivo.


Nel cristianesimo, la Domenica delle Palme è la domenica che precede la Pasqua. In questo giorno si ricorda il trionfale Ingresso a Gerusalemme di Gesù, in sella a un asino e osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma (Gv 12,12-15); la folla, radunata dalle voci dell'arrivo di Gesù, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi intorno, e agitandoli festosamente gli rendevano onore.

La ricorrenza è osservata da cattolici, ortodossi e alcune Chiese protestanti.

Nella forma ordinaria del rito romano essa è detta anche domenica De Passione Domini (della passione del Signore). Nella forma straordinaria la domenica di passione si celebra una settimana prima, perciò la Domenica delle palme è detta anche "seconda domenica di passione".


La Pasqua è la principale solennità del cristianesimo. Essa celebra la risurrezione di Gesù, avvenuta, secondo le confessioni cristiane, nel terzo giorno dalla sua morte in croce, come narrato nei Vangeli.

La data della Pasqua, variabile di anno in anno secondo i cicli lunari, cade la domenica successiva al primo plenilunio di primavera, determinando anche la cadenza di altre celebrazioni e tempi liturgici, come la Quaresima e la Pentecoste.

Nei paesi nordici, una festività pagana in celebrazione alla dea Eostre veniva celebrata nello stesso periodo, fu poi gradualmente sostituita dalla religione cristiana per celebrare la resurrezione di Gesù.[senza fonte]

La Pasqua cristiana presenta importanti legami, ma anche significative differenze, con la Pasqua ebraica.

A Pasqua c'è l'abitudine di regalare uova di cioccolato. In realtà quest'abitudine è nata con il tempo, ma all'inizio si regalavano uova vere, con il guscio colorato, col significato di rinascita e che la vita ricomincia.


Lunedì di Pasqua o Pasquetta (detto anche Il lunedì dell'Angelo

Secondo il racconto del Vangelo, Maria Maddalena si era recata insieme ad altre donne al sepolcro dove era stato posto il corpo di Gesù Cristo, con l'intento di imbalsamarlo e ungerlo con degli oli aromatici. Davanti alla tomba e nel constatare l'assenza del corpo di Gesù, un Angelo che subito le rassicurò: Non abbiate alcun timore…so che state cercando Gesù il Crocifisso…ma Egli è risorto come aveva detto. Venite a vedere il luogo dove era stato deposto, cosi annunciava la Resurrezione. Civilmente, il Lunedì di Pasqua è un giorno festivo introdotto nel dopoguerra dalla Stato Italiano, con lo scopo di allungare la festività, ma non è un giorno di precetto, ovvero la religione cattolica non richiede l'obbligo di andare alla Santa Messa. Fanno eccezione la Germania e altri paesi germanofoni, in cui Pasquetta è festa di precetto.

Liberazione 25 aprile: da tantissimi anni gli italiani vedono questo giorno tinto di rosso nei propri calendari. Una festa per tutti gli italiani, che celebra la fine del periodo più buio della nostra storia.

La Seconda Guerra Mondiale è uno degli eventi più tragici di sempre: non è ancora del tutto quantificabile il numero di chi vi perse la vita, combattendo o fuori e dentro i campi di sterminio.

Ogni anno, si cerca di ricordare: qualcosa di simile non deve avvenire mai più. Per l’Italia, l’incubo cominciò a vedere la sua fine nell’aprile del 1945.

Infatti, si ricorda il 25° giorno di questo mese come quello che diede il via alla liberazione dell’Italia settentrionale. Il CLNAI (Comitato di Liberazione Alta Italia) diede il via a tutte le forze partigiane presenti al Nord Italia di insorgere ed attaccare i rimanenti presidi nazifascisti, imponendo così la resa; questo, in attesa dell’avvicinarsi delle forze alleate, che sarebbero arrivate a giorni.

Fu così che, prima di questa data, venne liberata Bologna (21 aprile), seguita da Genova (23 aprile); ultima fu Venezia, che rivide la libertà il 28 aprile. Prima di maggio, l’Italia settentrionale venne liberata: negli stessi giorni, venne anche raggiunto, catturato e fucilato Benito Mussolini, assieme alla sua amante Claretta Petacci.

Dalla storia alla festa nazionale

Dopo la liberazione d’Italia, si susseguirono tutti quegli avvenimenti che ebbero il loro culmine il 2 giugno del 1946: destituita la monarchia, nacque ufficialmente la Repubblica Italiana. Ma prima ancora di arrivarvi, il 25 aprile era già festa. Fu, infatti, l’allora principe Umberto II, a fine aprile del 1946, a renderla tale: con un decreto legislativo luogotenenziale, venne dichiarata festa nazionale in quanto “celebrazione della totale liberazione del territorio italiano”.

Ed è ancora tale. Dunque, sebbene normalmente lo si usi come giorno di libertà, o di svago, vi sono delle celebrazioni che avvengono annualmente. Una di queste, tra le più celebri, è la deposizione della corona d’alloro commemorativa al Milite Ignoto. È il Presidente della Repubblica a farne dono, per dimostrare che l’Italia non dimentica e non dimenticherà mai il sacrificio dei caduti e dei – sfortunatamente ancora tanti – dispersi senza un nome che hanno combattuto per l’Italia.

 




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