Il termine gnomo venne introdotto da Paracelso dopo il 1493 (ma stampato per la prima volta in italiano nel XVIII secolo), nella magia e nell'alchimia per indicare uno spirito ctonio, mentre in seguito il termine è stato adottato nel folklore europeo e utilizzato nella letteratura fantasy per designare spiritelli legati alla terra.

Alla scoperta del mondo degli Gnomi: chi sono? Quando noi umani pensiamo agli Gnomi inevitabilmente ci viene in mente l’immagine di un piccolo uomo vestito un po’ all’antica con una lunga barba ed un cappello rosso in testa. Questo stereotipo non  è del tutto erroneo, ma sicuramente non rende giustizia alle diverse peculiarità che caratterizzano le razze gnomiche

Ma chi sono gli Gnomi? Se vogliamo studiare seriamente questo affascinante popolo, la cosa migliore da fare è capire le differenze che li contraddistinguono. Prima di iniziare però, è meglio far luce su alcune caratteristiche di base. Gli Gnomi si distinguono in due sessi, quello maschile e quello femminile. Uno Gnomo maschio, senza problemi di salute, arriva a vivere, mediamente, fino ai 900-950 anni. Gli Gnomi femmina, invece, sono più longeve: ci sono infatti attendibili testimonianza di Gnomi femmina che hanno superato i mille anni di età. nUno Gnomo maschio raggiunge la maturità intorno ai 300 anni: questo è il sospirato momento in cui la barba, cresciuta intorno agli 80 anni, gli diventa grigia.  La barba è un elemento fondamentale per ogni gnomo maschio: è simbolo di maturità e affidabilità. Uno gnomo non riesce infatti a concepire se stesso senza la barba: quando questo Piccolo Popolo ha scoperto tra le usanze dell’uomo moderno quella di radersi quotidianamente la barba, si è diffuso tra i maschi un senso di indignazione, che ben presto si è trasformato in ilarità… “Ma come può essere affidabile uno che si rade?” Questa è la frase più ricorrente tra gli gnomi quando si parla degli umani maschi.

Raggiunta la maturità, l’altezza media di uno gnomo è di 15-20 centimetri. Se uno gnomo si tiene in forma pesa all’incirca 400 grammi; le femmine pesano un po’ meno (250-300 grammi circa) ma con l’avanzare dell’età tendono ad ingrassare. Scopriamo chi sono gli Gnomi, dove vivono, come sono fatte le loro case, cosa mangiano e, infine, scopriremo quante razze gnomiche esistono.

Dove vivono gli Gnomi

Prima di tutto dobbiamo cancellare l’idea di villaggio che abbiamo nella nostra testa: in un villaggio di gnomi non ci sono piazze, non ci sono strade, non ci sono negozi e… Si, ci sono case, ma sono case davvero particolari!

Le case degli Gnomi

Quando parliamo di case degli gnomi, parliamo del tipico modello di abitazione gnomica dell’area silvestre e della zona mediterranea. Secondo gli gnomi, la zona più sicura…

Cosa mangiano gli gnomi: la cucina gnomica

Gli gnomi hanno una dieta differente dalla nostra: prima di tutto non mangiano assolutamente carne. La caccia, infatti, non è contemplata tra le loro attività.

Le ricette degli Gnomi

Pertanto il cibo più prelibato è costituito dai funghi, che vengono cucinati in diversi modi: bolliti con erbe aromatiche, al vapore o grigliati (le grigliate sono un’usanza del periodo estivo). Alla base di molti piatti troviamo poi i cereali come grano, miglio, segale, orzo, farro e qualche volta il mais. I cereali vengono lavorati (macinati, tostati o cotti) per preparare zuppe di vario tipo, che vengono poi accompagnate da ortaggi di stagione. Molto importanti sono le erbe aromatiche che arricchiscono i piatti degli gnomi: sono usate nelle zuppe ma anche nelle speciali ricette di “pane aromatico”.  Il pane aromatico si ottiene da diversi tipi di farina (che può essere di grano, segale o castagne)   che viene poi impastata con acqua e con alcuni tipi di erbe. Un altro particolare tipo di pane è quello alle noci, che gli gnomi amano gustare soprattutto d’inverno, possibilmente sbocconcellandolo davanti ad un caldo camino. Sulla tavola non possono poi mancare burro e marmellate.

Condimenti e spezie

Il burro è ricavato dai semi di girasole: anche questo alimento è spesso aromatizzato con delle erbe. Dalla lavorazione delle noci è possibile ricavare un burro molto dolce, che piace tantissimo ai piccoli degli gnomi. Le marmellate sono ricavate da frutti di bosco, come more, lamponi, mirtilli, fragole e corbezzoli. Anche il miele è un alimento fondamentale della dieta di uno gnomo, soprattutto durante il periodo dell’infanzia. Alcune volte è possibile trovare in tavola delle uova di uccello o di formica.  Come accompagnamento ai vari piatti gli gnomi usano spesso una mostarda speziata, ricavata dalla lavorazione della senape. Immancabili piatti prelibati sono i dolci, spesso a base di frutta arricchita da cannella, anice o coriandolo, una spezia il cui gusto ricorda molto quello aspro dell’arancia.

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