http://www.contatoreaccessi.com/step_3.php


L'Associazione " Pensando a Te"  non è sopportata da nessun ente pubblico ma solamente dai suoi soci e visitatori/partecipani alle attività della stessa tramite offerta libera







Le attività sono sospese

dal 17 al 28 gennaio 2020 per malattia

 augurimo buona vita a tutti



Gennaio è il primo mese dell'anno secondo il calendario gregorian, è uno dei sette mesi che conta 31 giorni e si colloca nella prima metà di un anno civile.

Il nome gennaio (in latino Ianuarius) deriva dal dio romano  (Ianus), divinità preposta alle porte e ai ponti che in generale rappresentava ogni forma di passaggio e mutamento (difatti gennaio è il mese che apre le porte del nuovo anno). Il

calendario romano originale era più breve di quello gregoriano (304 giorni), in quanto i Romani consideravano l'inverno un periodo senza mesi.   Fu Numa Pompilio intorno al 713 a.C. ad aggiungere gennaio e febbraio, fissandoli come i primi mesi dell'anno e rendendo l'anno uguale a quello solare (calendario numiano di 355 giorni).

Tuttavia, fino al 153 a.C., i Romani consideravano marzo il primo mese dell'anno civile in quanto coincidente con l'inizio delle attività militari e della carica pubblica dei consoli. A partire dalla metà del II sec. a.C., l'inizio dell'anno venne dunque identificato con gennaio in quanto in questo periodo venivano scelti i consoli e i magistrati eponimi.

Il primo giorno del mese di gennaio è Capodanno. Durante il Medio Evo, anche se si continuò a rappresentare il calendario giuliano secondo il costume dei Romani (dodici colonne da gennaio a dicembre), nel mondo cristiano c'era eterogeneità nella scelta del Capodanno fatto coincidere, a seconda delle tradizioni delle varie regioni, ora con il Natale (25 dicembre), con l'Annunciazione (25 marzo) o con la Pasqua. Nel XVI sec., cominciò a diffondersi in alcuni Paesi cristiani, come il Regno di Francia, l'usanza di far iniziare l'anno il 1º gennaio con la Festa della Circoncisione di Cristo (sette giorni dopo il Natale): tale data venne estesa nel 1582 a tutto il mondo cattolico da papa Gregorio XIII con la riforma del calendario che da lui prende nome.

Il nome "Befana", inteso come il fantoccio femminile esposto la notte dell'Epifania, era già diffuso nel dialettale popolare del XIV secolo, specialmente nelle terre dell'antica Etruria (Toscana e Tuscia nell'attuale Lazio settentrionale), quindi utilizzato per la prima volta in italiano da Francesco Berni nel 1535, quindi da Agnolo Firenzuola nel 1541.Poiché, per tradizione, la Befana lascia i doni in una calza appesa al camino, a Dovadola nell'Appennino forlivese, si prepara la calza definita "la più lunga del mondo". Vi sono ancora taluni rari luoghi in cui è rimasto, nel linguaggio popolare, il termine "Pefana" come, per esempio, nel paese di Montignoso, nel resto della Provincia di Massa-Carrara,

in quella della Spezia nonché in Garfagnana e Versilia, con tradizioni non in linea con le consuete celebrazioni dell'Epifania.

Una versione religiosa (frutto del tentativo moderno di "cristianizzare" la figura della befana) invece racconta che i Re Magi in viaggio per Betlemme avessero chiesto informazioni sulla strada ad una vecchia, e che avessero insistito perché lei andasse con loro a portare i doni al salvatore. La vecchia rifiutò, ma poco dopo, pentita, preparò un sacco pieno di doni e si mise in cerca dei Magi e del bambino Gesù. Non trovandoli bussò ad ogni porta e consegnò i doni ai bambini sperando di potersi così far perdonare la mancanza.

Giorni della Merla (29, 30, 31 gennaio)
I giorni della Merla sono  dei giorni freddissimi. L’origine del quel detto dicono essere questo: dovendosi far passare oltre Po un Cannone di prima portata, nominato la Merla, s’aspettò l’occasione di questi giorni: nei quali, essendo il Fiume tutto gelato, la macchina sostenuta dal ghiaccio  di farla giungere all’altra riva. Altri dicono  che un tempo, una Nobile Signora di Caravaggio, nominata de Merli, la quale dovendo traghettare il Po per andare dal Marito, non lo poté fare se non in questi giorni, passando sopra  il fiume gelato


Secondo la versione più conosciuta ed elaborata della leggenda, “una merla, con uno splendido candido piumaggio, era regolarmente strapazzata da gennaio, mese freddo e ombroso, che si divertiva ad aspettare che lei uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni, la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese di Gennaio, che allora aveva solo ventotto giorni. L’ultimo giorno del mese, la merla, pensando di aver ingannato il cattivo Gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio se ne risentì così tanto che chiese in prestito tre giorni a febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo e pioggia. La merla si rifugiò alla chetichella in un camino e lì restò al riparo per tre giorni. Quando la merla uscì, era sì salva, ma il suo bel piumaggio si era annerito a causa del fumo, e così essa rimase per sempre con le piume nere”.


Il cielo del mese Gennaio 2020




Pensando a Te  -  
Trieste - Via Mazzini n. 30  cell. +39  3474867118 tel. 040 2652816
 
C.F. 90151110328

Web Master: Ariella Novato  e-mail: pensandoate50@gmail.com

Immagini ed alcuni testi sono tratti da internet  su richiesta saranno rimosse quanto prima il sito è protetto da Copyraid 2020





http://www.contatoreaccessi.com/step_3.php http://www.contatoreaccessi.com/step_3.php